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Archivio della Croce Rossa Italiana di Milano | Archivio Storico della Croce Rossa Italiana - Comitato di Milano

Archivio della Croce Rossa Italiana di Milano (1864 - 2019)

Archivio

3.506 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Storia archivistica:

L'archivio del Comitato di Milano della Croce Rossa Italiana è conservato ormai da molti anni in un locale di natura mista collocato in un'area sotterranea presso la sede di via Pucci, inaugurata nel lontano luglio 1956.
L'ambiente, suddiviso in 6 spazi protetti da porte metalliche scorrevoli e un grande spazio centrale, si può considerare idoneo alla conservazione e movimentazione dei documenti grazie a caratteristiche ambientali di umidità relativa e di temperatura accettabili, Dopo un lunghissimo periodo in cui era stato un po' abbandonato a se stesso, nel 2018 il Comitato ha avviato un percorso di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio archivistico attraverso un'opera di schedatura, riordino, descrizione e digitalizzazione nonchè tramite interventi volti a rinnovare i locali adibiti alla conservazione e alla consultazione. Lo spazio è stato infatti arredato con armadi compattabili mobili zincati e ignifughi, che non lasciano più il materiale relativo alla parte storica in balia di insetti, polvere, muffa e altri agenti patogeni o pericolosi. L'archivio di deposito e corrente resta invece conservato su scaffalature metalliche zincate o in armadi di recupero.

La documentazione nel suo complesso occupa circa 250 metri lineari e copre un arco cronologico che va dagli inizi del '900 ai giorni nostri.
Un primo ma precario e approssimativo lavoro di schedatura, riordino, descrizione è avvenuto negli anni compresi tra il 2008 e il 2011. Innanzitutto è stato necessario individuare l'arco cronologico che potesse comprendere la definizione di "archivio storico": dopo una serie di ricerche e valutazioni si è ritenuto plausibile ricondurre a tale ambito la documentazione prodotta dal Comitato a partire dal 1864, anno della sua nascita avvenuta a Milano, fino alla fine degli anni '80 del secolo scorso, che videro grandi cambiamenti e significative riorganizzazioni interne all'allora ente pubblico.
Il secondo e definitivo lavoro di schedatura, riordino, descrizione e digitalizzazione della parte "storica" dell'archivio è avvenuto da maggio 2018 a marzo 2020.
In entrambi i casi, all'atto di inizio dei lavori, lo stato di conservazione e di ordinamento era il seguente: i documenti erano conservati in fascicoli, raccoglitori, scatole o altri contenitori di fortuna che spesso riportavano titoli originali e anno di riferimento del materiale scritti sulle coste o sulle camicie. Non erano presenti numerazioni, elenchi e/o inventari di ordinamenti precedenti.
I vari tipi di contenitori erano sommariamente suddivisi e disposti sugli scaffali in base ad alcune funzioni o componenti dell'ex ente pubblico: Personale, Segreteria generale, Ragioneria, Ispettorato Infermiere Volontarie, Pionieri, ecc.
La schedatura ha rilevato i seguenti dati: il titolo originale del fascicolo quando presente, diversamente è stato attribuito un titolo critico, l'ente/ufficio produttore dei documenti, il contenuto e l'arco cronologico della documentazione.
Durante le due fasi di schedatura è stato individuato materiale documentale che poteva essere mandato al macero e dunque, in accordo con la Soprintendenza Archivistica della Lombardia, si è provveduto al relativo scarto.
Si è poi passati all'analisi e revisione delle schede prodotte: la lacuna più significativa che è immediatamente emersa è stata quella relativa alla mancanza di documenti per il periodo storico che va dalla nascita della Croce Rossa Italiana (1864) ai primi anni del '900. Le cause possono essere diverse: distruzione e/o smarrimento di documenti determinatisi durante i vari traslochi che la sede ha subito negli anni, versamenti di documenti a enti scorporati, ad esempio gli ospedali che la Croce Rossa ha gestito per anni a Milano e a Varese; condivisione di sedi e/o uffici da parte dei diversi organismi regionali, provinciali e locali; trasferimenti di componenti in altre sedi; scarti accidentali o voluti di documentazione; appropriazioni indebite di materiale. In particolare, a proposito di trasferimenti e/o versamenti di archivi, si è provato a rintracciare potenziali luoghi di conservazione di documenti presso le storiche sedi milanesi dei Comitati Regionale e Provinciale, della Scuola Infermiere Professionali, degli ospedali, poi scorporati, di Milano e Cuasso al Monte, presso le sedi di comitati locali storici dell'area milanese, ma purtroppo ad oggi le ricognizioni non hanno dato risultati significativi. Lo stesso si è ottenuto provando a contattare persone che potessero avere informazioni su depositi e/o archivi della CRI.
La schedatura ha inoltre evidenziato come, almeno a partire dal secondo dopoguerra, la Croce Rossa protocollasse i documenti e fosse presente anche un titolario di classificazione. Si è arrivati a questa convinzione analizzando, in particolare, le carte dell'Ufficio Profughi ungheresi: i fascicoli originali, infatti, riportavano sulla camicia l'ufficio produttore, il titolo, la categoria e la sottocategoria alle quali la documentazione conservata si riferiva. Nel tempo questo sistema di archiviazione si è perso o la documentazione non è arrivata fino a noi.
Le due fasi di schedatura, riordino, descrizione hanno portato alla costituzione di 1694 unità archivistiche.
Successivamente si è passati alla fase di studio e individuazione di serie e sottoserie originali e critiche, sulla base dell'organizzazione interna dell'ex ente pubblico e delle sue componenti, e di costruzione del titolario di classificazione, all'interno del quale ordinare i fascicoli.
Si è proceduto quindi al riordinamento fisico dei fascicoli collocandoli in cartelle e buste idonee e posizionandoli negli armadi compattabili mobili predisposti per la conservazione della documentazione storica separata dall'archivio di deposito e dall'archivio corrente.

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